Febbraio 16, 2023

Edugaming vs. Radicalisation – Umbrella+

Umbrella+ è un applied game platform sviluppato nel contesto del progetto Erasmus+ KA2 “Edugaming vs. Radicalisation: strategies for beginners” assieme alle associazioni APS La Fenice, NextGeneration, PaNoKe e AJ Inter.

Task

Sensibilizzare un pubblico giovane riguardo la comunità LGBTQ+ portando testimonianze di persone reali

  • Client

    APS La Fenice, NextGeneration, PaNoKe e AJ Inter

Prova il gioco

settore

Human Rights

cliente

APS La Fenice, NextGeneration, PaNoKe e AJ Inter

team

  • Lead Developer
  • x2 Junior Developer
  • Writer
  • Composer

Umbrella+ è un videogioco platform in 2D sviluppato in Unity, giocabile sia su browser desktop che mobile.

Il gioco è nato durante la prima fase del progetto Erasmus+ KA2 “Edugaming vs. Radicalisation: strategies for beginners”.

Per progettarlo abbiamo lavorato a stretto contatto in fase di brainstorming con i partecipanti (youth workers, volontari e insegnanti provenienti da diverse parti dell’Europa) sul tema dei discorsi d’odio contro la comunità LGBTQ+

Il risultato dell’unione tra le idee e le riflessioni dei partecipanti e la nostra guida lato game design è stato un piccolo videogioco platform (simile ai vecchi Super Mario ma con meccaniche differenti) rivolto a due target diversi e di conseguenza con due obiettivi distinti.

Ai non appartenenti alla comunità, il gioco serve per esplorare e scoprire quali sono le avversità che la comunità LGBTQ+ deve affrontare nella vita di tutti i giorni a partire da esperienze reali, immedesimandosi e aiutando di volta in volta diversi personaggi a far fronte alla paura dello stigma o allo stigma stesso.

Per gli appartenenti alla comunità LGBTQ+, invece, il gioco può essere un modo per sentirsi “visti”, per scoprire esperienze condivise e alleggerire il peso delle proprie.

L’obiettivo è anche quello di mostrare la comunità come un ombrello su cui fare affidamento e che aiuta a proteggersi dai discorsi d’odio e dalla violenza che arriva da fuori.

01. La sfida

Gestire la mole di contenuto e le esigenze comunicative attraverso il gameplay

Le Associazioni coinvolte e i partecipanti all’evento avevano le idee piuttosto chiare su ciò che avrebbero voluto emergesse da un gioco di questo genere e le richieste sono state piuttosto specifiche.

La sfida, per noi sviluppatori, è stata quella di riuscire a gestire i contenuti che ci sono stati forniti tra testimonianze, glossario, parole positive e negative intrecciandole in un gameplay che fosse più possibile “leggero” e giocabile senza troppe interruzioni.

02. Il gameplay

Un platformer con delle meccaniche particolari

Il concept del gioco ruota attorno a due concetti:

  1. Genderbread Person – uno strumento usato per rendere più comprensibile il concetto di gender,
  2. la conoscenza della comunità LGBTQ+ come ombrello che protegge le persone dai discorsi di odio.

A partire da essi abbiamo sviluppato un videogioco platformer di sei livelli ambientato in un mondo dalle tinte distopiche ma che distopico non è dal momento che porta esperienze reali, in cui i personaggi devono utilizzare un ombrello per proteggere sé stessi e gli altri da una pioggia di parole d’odio.

Lo scopo del gioco è quello di trovare le parole positive nascoste, una volta trovate e aver risolto il problema che affligge i personaggi del livello che si sta giocando l’ombrello crescerà grazie all’esperienza umana che il giocatore avrà acquistato e perciò sarà in grado man mano di proteggerlo meglio.

03. I personaggi

6 livelli per 6 esperienze diverse

Ogni livello fa riferimento alle esperienze e alle storie di un gruppo di persone:

  1. Homosexual.
  2. Bisexual.
  3. Intersex.
  4. Transgender.
  5. Nonbinary.
  6. Queer.

Il giocatore si troverà a dover aiutare uno o più rappresentanti di ciascun gruppo a superare la pioggia d’odio grazie all’utilizzo dell’ombrello che di volta in volta potrà essere usato in modi diversi (anche per planare o come barca).

04. Personalizzazione del personaggio

Il giocatore può creare il suo personaggio per sentirsi meglio rappresentato

Una delle richieste esplicite che ci sono state fatte era quella di poter gestire a inizio gioco l’aspetto del personaggio del giocatore, in modo da poter creare qualcuno che lo facesse sentire rappresentato e in cui immedesimarsi meglio.

Dal momento che il concept era fortemente legato alla Gindebread Person, tutti i personaggi sia quelli giocanti che gli NPC si ispirano alle sembianze dell’omino di pan di zenzero.

05. Composizione, Sound Design e programmazione audio adattivo

La colonna sonora è custom made e cambia a seconda dello stato del gioco

La colonna sonora è originale ed adattiva.

La musica per il gameplay ha una base comune a tutti i livelli, ma durante il livello cambia facendo entrare strumenti e suoni diversi, selezionati in base al personaggio che si aiuta durante quel livello in particolare.

Mano a mano che ci si avvicina al completamento di un livello la composizione si fa sempre più ricca. Se però il personaggio perde troppi punti vita, la musica si fa ovattata e si inizia a sentire il battito del cuore. Questa feature è visivamente accompagnata dalla perdita di saturazione del mondo circostante: rimarranno colorati solo l’ombrello e le parole.

06. Il team

Jacopo Zuliani

Lead Programmer

Chiara Domeneghetti

Narrative Designer & Writer

Andrea Caranfil

Composer

Letizia Pennè
Letizia Pennè

Programming Intern